Chissà quante volte abbiamo attraversato la Galleria del Teatro Vecchio, magari uscendo da Coin per andare in via Mestrina.
Forse però non tutti sanno che quello stabile era il Teatro Balbi.
Nel 1778, su un fondo di proprietà del patrizio veneto Almerico Balbi sito in zona Piazza Barche in vicinanza alle rive del Canal Salso, da un suo grandioso progetto sorse quello che, per la sua grandezza ed armonica costruzione, fu definito uno dei migliori teatri d’Italia, il Teatro Balbi che appunto da lui prese il nome.
Dopo nove mesi, il Teatro arrivò a compimento lasciando tutti affascinati dalla grandiosità dell’opera: l’atrio era fiancheggiato da botteghe di caffè e confetterie mentre sopra furono erette in due piani due Sale maestose con camere adiacenti per prove dell’Opera e altri usi.
Il Teatro Balbi era una delle mete preferite, assieme a quella mestrina, della nobiltà veneziana che da Venezia con le barche scendeva attraverso il Canal Salso per recarsi alle rappresentazioni.
Nel 1811 il Teatro fu demolito per lasciare spazio a unità abitative: parte degli arredi che impreziosivano i suoi locali ed i vari complementi di arredamento furono trasferiti al Teatro alla Scala di Milano.
Oggi, attraversato dalla Galleria del Teatro Vecchio, giunge fino ai giorni nostri solo l’atrio, oggetto di un restauro non lontano che ne permette una parziale riconoscibilità. Per dare un riferimento, se il Teatro oggi esistesse ancora, sarebbe grande quasi tre volte il Teatro Toniolo.





