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6
Feb
2026

L’interpretariato non è traduzione orale: è gestione in tempo reale della complessità comunicativa

6.02.2026

Nei contesti professionali internazionali, l’interpretariato è spesso percepito come una semplice trasposizione orale di un messaggio da una lingua all’altra. Questa rappresentazione, per quanto diffusa, restituisce solo in parte la reale natura del lavoro dell’interprete e rischia di sottovalutarne l’impatto sui processi comunicativi e decisionali. L’interpretariato è, a tutti gli effetti, una forma di mediazione

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30
Gen
2026

AI hallucinations e limiti del linguaggio: perché conoscere l’inglese conta più dell’automazione

30.01.2026

L’intelligenza artificiale è sempre più presente nella comunicazione quotidiana: scrive testi, traduce documenti, riassume contenuti e risponde in tempo reale. Il risultato è spesso fluido, corretto e linguisticamente convincente. Eppure, non sempre è affidabile. Il fenomeno delle AI hallucinations nasce proprio da qui: l’AI può produrre frasi perfette dal punto di vista grammaticale, ma inesatte

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23
Gen
2026

IA, linguaggio e interpretariato: tra responsabilità e futuro del lavoro

23.01.2026

Il simposio internazionale “The World Algorithm – Knowledge and Power in the New Global Order”, organizzato dall’università di Venezia Ca’ Foscari, invita a guardare all’intelligenza artificiale non solo come a uno strumento tecnologico, ma come a una forza capace di trasformare conoscenza, potere e relazioni sociali. In un mondo in cui gli algoritmi partecipano sempre

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16
Gen
2026

Quando il bilinguismo diventa governance: Canada, gennaio 1959

16.01.2026

Ci sono date che non raccontano solo un passaggio tecnico, ma una scelta di civiltà. Nel gennaio 1959 il Parlamento canadese introduce ufficialmente l’interpretazione simultanea come servizio stabile all’interno delle istituzioni nazionali. Non è la nascita della simultanea in senso assoluto, ma è un momento decisivo: per la prima volta un grande Paese bilingue sceglie

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9
Gen
2026

Dal talento alla professione: la svolta dell’interpretariato nel 1919

9.01.2026

Gennaio è spesso il mese dei nuovi inizi. Per l’interpretariato, lo è in senso letterale: è a gennaio 1919, durante la Conferenza di Parigi, che l’interpretazione smette di essere un talento “occasionale” e diventa una competenza riconosciuta e indispensabile per permettere al dialogo internazionale di esistere. Fino ad allora la diplomazia parlava soprattutto francese, ma

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2
Gen
2026

Ripartire non è ricominciare

2.01.2026

Gennaio ha un suo vocabolario fisso. Nuovi inizi, pagina bianca, reset. Parole utili a semplificare, ma poco fedeli alla realtà. Nel lavoro, infatti, non si ricomincia quasi mai da zero. Si riparte. Si riparte da ciò che è stato detto, scritto, deciso. Da parole che hanno già prodotto effetti, da relazioni costruite nel tempo, da

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24
Dic
2025

Quando il Natale non si dice: i gesti che sostituiscono le parole

24.12.2025

A Natale siamo abituati a pensare alle parole: auguri, frasi rituali, messaggi che tornano puntuali ogni anno. Eppure, in molte culture – e spesso anche nelle nostre case – il significato più profondo della festa non passa da ciò che si dice, ma da ciò che si fa. Esistono tradizioni natalizie che non hanno bisogno

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19
Dic
2025

Parole che uniscono: gli auguri che raccontano identità e culture

19.12.2025

Il periodo delle feste è un concerto di luci, profumi e… parole. Gli auguri non sono mai soltanto frasi di circostanza: sono piccoli frammenti di identità culturale che viaggiano da un Paese all’altro, rivelando cosa ciascuna comunità mette davvero al centro del proprio modo di celebrare. E mentre scriviamo messaggi, email, biglietti o post internazionali,

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12
Dic
2025

OLTRE IL TESTO: CIÒ CHE LA LINGUA NON DICE E LA TRADUZIONE RIVELA

12.12.2025

L’iniziativa s-Tradurre 2025 dell’Università degli studi di Trieste ci offre l’occasione perfetta per fermarci a riflettere su cosa significa davvero tradurre oggi. Non solo versi e immagini, ma concetti, emozioni, mondi interi che devono attraversare una lingua per arrivare intatti – o trasformati quel tanto che basta – dall’altra parte. È un viaggio affascinante che

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